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Tratto da: Il Venerdì di Repubblica – 11 luglio 2008

Autore: Curzio Maltese

Non trascorrevo un lungo periodo negli Stati Uniti dal ’94, l’anno dei mondiali americani. Grazie a internet, viaggiare in America costa ormai molto meno di una vacanza a Fregene. Qualcuno ha detto che l’America è come un bambino, lo rivedi dopo un anno e ha già mutato volto. Incredibile quanto sia cambiata in quattordici anni. Si sono consumate le lunghe stagioni di potere dei Clinton e dei Bush. Il prossimo presidente, secondo i sondaggi, potrebbe essere un afroamericano, ed era impensabile nel ’94. Un mancato presidente, Al Gore, ha vinto il Nobel per la pace con la battaglia sull’ambiente. La new economy legata alla rete ha fatto in tempo a nascere, crescere, esplodere, collassare e riprendersi. Wall Street e il dollaro hanno toccato i massini e i minimi dal dopoguerra. Ci sono stati l’11 settembre e due guerre.

Il più grande mercato del mondo è il luogo dove si può meglio misurare l’incredibile boom delle economie orientali. Gli uomini d’affari cinesi e indiani sono ovunque, ma soprattutto sono ovunque le loro merci. Le grandi città americane hanno cambiato pelle, si sono arricchite di straordinari capolavori di architettura contemporanea. Non soltanto New York, ma Los Angeles, San Francisco, Chicago, Houston, Boston. Il paese sembra più povero e ingiusto, ma è sempre vitale, capace di reagire. La magistratura in questi anni ha potuto condannare con pene pesantissime gli uomini più potenti del Paese, dai manager della Enron alle multinazionali del tabacco ai cardinali cattolici coinvolti in scandali di pedofilia. E nessun potente vi ha trovato ragioni per una crociata contro i giudici.

Poi si torna in Italia. Il tg del luglio 2008 sembra una puntata d’archivio di Blob, uguale a uno del luglio 1994. Il premier, il solito, attacca i magistrati per via dei suoi processi, che sono diversi da quelli del ’94, caduti in prescrizione, e saranno caduti in prescrizione per il 2022, quando un Berlusconi quasi novantenne insulterà altri magistrati per altri processi destinati a cadere in prescrizione. La Lega vuol sempre prendere le impronte agli stranieri. Per il loro bene. Un encefalogramma dei leader leghisti, sempre per il loro bene, non è mai all’ordine del giorno. Il ministro dell’Economia del ’94, e di ora, continua a promettere che abbasserà le tasse, a partire da 2010. Il ponte sullo Stretto si farà, oggi come nel ’94.

Eccoci a casa.

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