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Regina Spektor

Regina Spektor

“Un concerto fantastico in una location spettacolare” direbbe un romantico, “Non si potevano spendere meglio venti euro” direbbe un economista.
Insomma, la performance di Regina Spektor del 15 luglio 2009 al Villa Arconati Festival mette tutti d’accordo. Il palco è montato sotto un tendone nei giardini di Villa Arconati nell’hinterland milanese, i posti sono numerati e l’atmosfera è famigliare, ben lontana dai soliti festival in piazza.
Regina entra in scena dopo una buona performance di Joan as a Policewoman, in un abito nero che mette ancor di più in evidenza la sua chiara carnagione. Si siede al pianoforte a coda posizionato al centro del palco, accompagnata dalla batteria, da un violino, un violoncello e dagli immancabili applausi.
Apre la serata con dei pezzi del nuovo album “Far” eseguiti magistralmente, senza stonare nemmeno quando la band lascia il palco e lei canta accompagnata soltanto dal ritmo delle dita che battono sul microfono. Sbaglia solamente in “Man Of A Thousand Faces”, ma supportata dal pubblico recupera immediatamente. Si sbizzarrisce suonando “Poor Little Rich Boy”, eseguita con una mano al pianoforte e con l’altra ritmando una bacchetta su una sedia, e da vera “one-woman band” suona timidamente anche la chitarra in “That Time” e “Bobbin’ for Apples”.
Per concludere l’oretta e mezza di performance, nel bis esegue brani come “Fidelity”, “Samson” e “Us”.
Si conclude quindi la serata e sicuramente non c’era modo migliore di passare un mercoledì sera di metà luglio se non godendosi questo spettacolo.
Alla fine dello show, mentre i rodie smontavano l’attrezzatura, Regina si è fermata per firmare qualche autografo e scattare qualche foto con i fan dimostrando, tra le altre doti, una semplicità ammirevole.

Autograph

Autograph

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Tratto da: Il Venerdì di Repubblica – 11 luglio 2008

Autore: Curzio Maltese

Non trascorrevo un lungo periodo negli Stati Uniti dal ’94, l’anno dei mondiali americani. Grazie a internet, viaggiare in America costa ormai molto meno di una vacanza a Fregene. Qualcuno ha detto che l’America è come un bambino, lo rivedi dopo un anno e ha già mutato volto. Incredibile quanto sia cambiata in quattordici anni. Si sono consumate le lunghe stagioni di potere dei Clinton e dei Bush. Il prossimo presidente, secondo i sondaggi, potrebbe essere un afroamericano, ed era impensabile nel ’94. Un mancato presidente, Al Gore, ha vinto il Nobel per la pace con la battaglia sull’ambiente. La new economy legata alla rete ha fatto in tempo a nascere, crescere, esplodere, collassare e riprendersi. Wall Street e il dollaro hanno toccato i massini e i minimi dal dopoguerra. Ci sono stati l’11 settembre e due guerre.

Il più grande mercato del mondo è il luogo dove si può meglio misurare l’incredibile boom delle economie orientali. Gli uomini d’affari cinesi e indiani sono ovunque, ma soprattutto sono ovunque le loro merci. Le grandi città americane hanno cambiato pelle, si sono arricchite di straordinari capolavori di architettura contemporanea. Non soltanto New York, ma Los Angeles, San Francisco, Chicago, Houston, Boston. Il paese sembra più povero e ingiusto, ma è sempre vitale, capace di reagire. La magistratura in questi anni ha potuto condannare con pene pesantissime gli uomini più potenti del Paese, dai manager della Enron alle multinazionali del tabacco ai cardinali cattolici coinvolti in scandali di pedofilia. E nessun potente vi ha trovato ragioni per una crociata contro i giudici.

Poi si torna in Italia. Il tg del luglio 2008 sembra una puntata d’archivio di Blob, uguale a uno del luglio 1994. Il premier, il solito, attacca i magistrati per via dei suoi processi, che sono diversi da quelli del ’94, caduti in prescrizione, e saranno caduti in prescrizione per il 2022, quando un Berlusconi quasi novantenne insulterà altri magistrati per altri processi destinati a cadere in prescrizione. La Lega vuol sempre prendere le impronte agli stranieri. Per il loro bene. Un encefalogramma dei leader leghisti, sempre per il loro bene, non è mai all’ordine del giorno. Il ministro dell’Economia del ’94, e di ora, continua a promettere che abbasserà le tasse, a partire da 2010. Il ponte sullo Stretto si farà, oggi come nel ’94.

Eccoci a casa.

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Un grazie a Marco per avermi linkato questo articolo:

http://velvet.repubblica.it/dettaglio/Da-bambino-prodigio-a-bluesman/50331

…aspettando luglio….

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Coldplay

L’uscita dell’ultimo album dei Coldplay, Viva la Vida, è attesa per il 16 giugno 2008.
Saranno in Italia con due date: la prima a Bologna, il 29 settembre 2008 al Palamalaguti; la seconda a Milano, il 30 settembre 2008 al Datchforum di Assago.

L’organizzazione è a cura di LiveNation.
I Biglietti sono in vendita presso il circuito TicketOne.

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Gomorra

Esce il 16 maggio 2008 il film “Gomorra“, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Roberto Saviano. Mi coglie di sorpresa, l’ho letto solo ora sfogliando le pagine di La Repubblica“.

Il film è diretto da Matteo Garrone.

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